Erbe e piante

Achillea – Achillea millefolium

Posted by on nov 15, 2011 in Erbe e piante | 0 comments

ACHILLEA MILLEFOGLIE Achillea millefolium L. (Composite)
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTO SEMPLICE E FOGLIE BIPENNATE O FRASTAGLIATE, della famiglia delle asteraceae o composite, cui appartengono anche il Tarassaco e la Calendula, ha i fiori bianco rosato, ha un sapore amaro , astringente, cresce TERRENI INCOLTI DALLA PIANURA ALLE ZONE MONTANE spontanea in Europa, Asia occidentale, America del Nord, Australia. E’ una pianta comune in molte Regioni Italiane e cresce tra m. 0-2200. E’ alta fino a 60 cm, i fiori sono profumati, AROMATICHE
INFIORESCENZE
MOLTO BASSA
GIUGNO
A dosi elevate il thujone è tossico, non usare in gravidanza e allattamento, ma alle dosi consigliate è una pianta sicura, 
ATTENZIONE, dosi elevate di Achillea possono dare alle urine una colorazione marrone scuro, ma questo non deve destare allarme. Fare anche attenzione alle persone allergiche all’ambrosia che potrebbero sviluppare dermatite allergica.
DEFORFORANTE CAPILLARE (LOZIONE O IMPACCO) DIGESTIVO EUPEPTICO AROMATICO DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO EMMENAGOGO VASOPROTETTORE CAPILLAROTROFO CICATRIZZANTE O VULNERARIO COLAGOGO COLERETICO SPASMOLITICO FEGATO E VIE BILIARI VASODILATATORE PERIFERICO
EMORROIDI (USO ESTERNO) RAGADI ANALI EMORRAGIE EMORRAGIE (EMORROIDARIE) CROHN (MORBO) DISMENORREA E OLIGOMENORREA EMORRAGIE (METRORRAGIE) EMORRAGIE (POLMONARI) EMORRAGIE (VIE URINARIE) EPISTASSI FORFORA CAPELLI FRAGILITÀ CAPILLARE (APP.CIRCOLATORIO) INAPPETENZA E ANORESSIA INSUFFICIENZA CIRCOLATORIA E VENOSA

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Raccogliere erbe e piante selvatiche

Posted by on nov 4, 2011 in Erbe e piante, Manuale sopravvivenza | 3 comments

Questo testo non è stato progettato per essere una guida per ogni singola pianta commestibile. Piuttosto è un’introduzione alla ricerca, alla valorizzazione delle piante selvatiche e al loro impiego pratico. Esistono moltissime piante in tutto il mondo, ognuna con una storia da raccontare. Inoltre,ogni ambiente ha una propria fonte di carboidrati,di proteine vegetali e gustosissime piante edibili. La stessa pianta che cresce in paesi diversi, spesso ha un proprio nome, unico della zona, con associati importanti usi storici dell’area. La stessa pianta potrebbe essere conosciuta con un altro nome e/o per un altro uso da qualche altra parte. Infatti all’inizio questo potrebbe creare confusione.  Il mio consiglio è quello di acquistare  libri diversi sulle piante della vostra zona, con una buona qualità di immagini e disegni a colori. In questo modo è possibile  confrontarne efficacemente l’identificazione. È bene abituarsi  ad usare i nomi botanici,  universalmente conosciuti in tutto il mondo, in quanto i nomi locali possono causare confusione. Non pretendere di  imparare tutto in una notte, ma accontentarsi di apprendere un po’  alla volta per un certo periodo di tempo, in modo che le  informazioni vengano ricordate più facilmente. Se si identifica  correttamente  una pianta e il libro spiega come può essere utilizzata, per uso alimentare o altri usi, cercare di fare uno sforzo per sperimentare tutti gli usi; così facendo, quanto appreso rimarrà in  mente per sempre.

Le indicazioni che seguono dovrebbero formare le basi dei propri sforzi di apprendimento ovunque ci si trovi.:

-Sii sicuro, ragionevole e responsabile.

-Nel periodo di apprendimento, dai priorità alle piante che ti danno un buon ritorno di energia, per controbilanciare quelle consumate per la loro ricerca.

- Familiarizza  con quelle che possono essere raccolte durante tutto l’arco dell’anno.

- Impara i segni che rivelano la presenza nascosta di una pianta fuori stagione, come i gambi delle piante secche e gli involucri dei semi. Essi ti danno un indizio su quello che potrebbe crescere in futuro, ma anche l’indicazione che la radice dormiente può essere ancora raccolta.

- Sii sempre,  assolutamente sicuro di aver identificato la pianta correttamente. Se sei in dubbio, non correre il rischio. Consulta più guide costantemente e rimani sempre dalla parte del sicuro. In particolare, con i funghi, è sempre meglio avere un sano timore di mangiarli. Evita qualsiasi esemplare immaturo o con parti non intatte e mai mangiare qualsiasi fungo che non si conosce per nome.

- Il tempo che spendi per le piante commestibili, dedicalo anche a quelle velenose, in modo da evitare qualsiasi confusione tra le somiglianze. Quando cerchi un indizio positivo su una pianta, assicurati che tutte le parti siano intatte, foglie, radici, fiori e tutto il resto, così da poter essere assolutamente sicuro. Non dimenticare di considerare il tipo di ambiente o periodo dell’anno in cui cresce  una pianta o un fungo, una caratteristica importante di identificazione. Una volta identificata una pianta, prendi nota del suo aspetto durante ogni fase del suo ciclo di vita per evitare confusione con altre piante nelle loro fasi iniziali. Non dimenticare che proprio come con il cibo che si compra, quello selvatico può risultare intollerante a persone diverse e in diversi modi. Ciò che è universalmente classificato come  commestibile per la maggior parte delle persone potrebbe dare ad un’altra persona una reazione allergica. Se stai cercando qualcosa di commestibile per la prima volta, prima prova una quantità molto piccola, meglio sfregare la parte prima su una parte della pelle sensibile (cavità ascellare e fossi cubitali), e poi sulle labbra per vedere  se c’è qualche tipo di reazione. Dopo 15 minuti, si può mettere un piccolo pezzo in bocca, masticarlo e poi sputarlo fuori. Prendi quanto più tempo possibile tra i passaggi in modo di far apparire qualsiasi possibile sintomo, prima di ingerire una piccola quantità e attendi di nuovo in caso in cui si manifesti una reazione allergica.

Questo test è consigliato in caso di sopravvivenza, e il tempo di attesa suggerito dopo aver deglutito un piccolo pezzo è di 5 8 ore, alcune piante tossiche possono richiedere molto più tempo per rivelare dei sintomi, mentre altre possono procurare gravi danni dopo aver ingerito un piccolo pezzo.

-Fai attenzione a raccogliere piante che si trovano vicino a piante velenose conosciute, non vale sicuramente la pena rischiare che si mescolino. Inoltre, fai attenzione alle piante velenose che crescono mescolate a quelle commestibili che stai raccogliendo e a cui somigliano molto.

- Fai attenzione a non sfruttare completamente un determinata zona di approvvigionamento. Assicurati di lasciarne sempre una certa quantità affinché si riproduca in modo da essere disponibile anche negli anni successivi. Ricordati comunque, che non siamo le sole creature alla ricerca di cibo e gli animali sevatici non possono andare al supermercato!

- Durante il tuo periodo di apprendimento o mentre vai a raccogliere piante per divertimento, osserva bene la zona dove fai la raccolta. Tutto ciò che cresce vicino alla strada può essere contaminato a vari livelli. Lo stesso vale per i parchi frequentati (a meno che non ti trovi in alta quota). Se invece cerchi piante acquatiche, osserva l’acqua in cui crescono, esamina la possibilità che possano essere contaminate a causa della presenza di abitazioni o di siti industriali nelle vicinanze. Fai attenzione ai pesticidi usati nei campi dai contadini e, nel caso dei funghi, osserva bene la specie ospitante.

-       Infine, ma non meno importante, oltre ad una autentica situazione di sopravvivenza, dovresti sempre chiedere il permesso al proprietario dei terreni dove vai a raccogliere le piante.

-       Buona raccolta!

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PIANTAGGINE MAGGIORE Plantago major L.

Posted by on nov 15, 2011 in Erbe e piante | 0 comments

PIANTAGGINE MAGGIORE Plantago major L. (Plantaginacee)
PIANTA ERBACEA PERENNE ACAULE DALLA PIANURA ALLE ZONE MONTANE
PARTI AEREE
NESSUNA
PROPRIETÀ EMOSTATICHE E COAGULATORIE, SENTIRE PARERE MEDICO.
ANTISETTICO (USO ESTERNO) CICATRIZZANTE O VULNERARIO DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO ANTISETTICO DIURETICO
BRONCHITE O AFFEZIONI BRONCHIALI CATARRO VIE RESPIRATORIE DERMATOSI DIARREA DIARREA (ANTIDIARROICO ASTRINGENTE) INFEZIONI (CAVO OROFARINGEO) INFEZIONI O INFIAMMAZIONI (VIE UROGENITALI) INFIAMMAZIONI (CAVO ORALE) LESIONI CUTANEE – PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO) ULCERE DELLA PELLE ALLERGIE
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Melissa

Posted by on apr 17, 2011 in Erbe e piante | 0 comments

MELISSA
Melissa officinalis L.
(Labiate)
PERIODO BALSAMICO
Luglio
DESCRIZIONE BOTANICA
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 1 M CON CARATTERISTICO ODORE DI LIMONE
PARTE UTILIZZATA
FOGLIE RACCOLTE ALLA FIORITURA
SAPORE
GRADEVOLE
PRINCIPI ATTIVI
Olio essenziale, triterpeni, acido rosmarinico, flavonoidi, eterosidi, β-cariofillene.
TOSSICITÁ
BASSA
CONTROINDICAZIONI
NON VA SOMMINISTRATA PER LUNGHI PERIODI. SENTIRE IL PARERE MEDICO IN CASO DI CATTIVA FUNZIONALITA´ TIROIDEA.
QUALITÀ DELL’ATTIVITÀ FITOTERAPICA
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
ORGANI INTERESSATI DALL’AZIONE FITOTERAPICA
CERVELLO
CISTIFELLEA E VIE BILIARI
CUORE
FEGATO E VIE BILIARI
INTESTINO
INTESTINO CRASSO
MUSCOLATURA LISCIA
ORGANI DIGESTIVI
ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI
SISTEMA IMMUNITARIO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (NEUROVEGETATIVO)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
STOMACO
TESTA
TUBO GASTRO-ENTERICO
PROPRIETÀ:
ANALGESICO O ANTALGICO
IDROCOLERETICO
IPNOTICO
SPASMOLITICO TUBO GASTRO-ENTERICO
ANALGESICO (GASTRICO)
CARMINATIVO – ANTIFERMENTATIVO
DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
GASTROPROTETTORE
IMMUNOSTIMOLANTE IMMUNOMODULANTE
NEUROTONICO – TONICO NERVINO – TONICO CEREBRALE
SEDATIVO O CALMANTE SISTEMA NERVOSO CENTRALE
SPASMOLITICO ANTISPASMODICO
SPASMOLITICO INTESTINALE
COLAGOGO
COLERETICO
DIMAGRANTE
INDICAZIONI:
ARITMIE CARDIACHE E PALPITAZIONI (ANTIARITMICO CARDIACO)
ERETISMO CARDIACO
INSONNIA
TACHICARDIA DA NEVROSI
TREMORI E VERTIGINI PSICOTICHE
CEFALEA O MAL DI TESTA – EMICRANIA
COLITE
ANSIA E AGITAZIONE NERVOSA
COLICHE INFANTILI
COLON IRRITABILE
CROHN (MORBO)
DEPRESSIONE NERVOSA O PSICHICA
DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
GASTRALGIA O MAL DI STOMACO
HERPES SIMPLEX 1 (LABIALE)
IMMUNODEFICIENZA SECONDARIA O INSUFFICIENZA IMMUNITARIA E MALATTIE AUTOIMMUNI
SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
BULIMIA
GASTRITE
INFEZIONI (GASTROINTESTINALI)
OBESITÀ E SOVRAPPESO
ESTRATTI:
Acqua di Melissa
6 cucchiaini al giorno
Melissa Tisana
Dosi giornaliere consigliate: 5g
Infuso
Bere durante il giorno
Melissa Tintura Madre
Preparata dalla parte aerea fresca raccolta prima della fioritura tit.alcol.65°
XL gtt 3 volte al giorno
 
Attenzione!!
Usate con cautela e solo su prescrizioni del medico o dell’erborista.

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Ippocastano

Posted by on apr 14, 2011 in Erbe e piante | 1 comment



 

 

 

 

Ippocastano – Aesculus hippocastanum L.

Classificazione, origine e diffusione
Divisione: Spermatophyta
Sottodivisione: Angiospermae
Classe: Dicotyledones
Famiglia: Ippocastanaceae
L’Ippocastano comune (Aesculus hippocastanum L.) trova il suo ambiente ideale nella fascia climatica del faggio (sottozona calda dal Fagetum secondo la classificazione del Pavari). E’ originario dei Balcani (Macedonia).
L’Ippocastano a fiori rossi (Aesculus carnea Zeyh.) è una specie nata in coltura grazie al raddoppiamento del numero dei cromosomi dell’ibrido fra il comune ippocastano e Aesculus pavia L., arbusto di origine nordamericana di fiori porpora o cremisi. Si differenza per i fiori da rosei a purpurei e per le foglie un po’ più lucide, con margine più grossolanamente ed acutamente dentati; presenta inoltre frutti un po’ più piccoli e quasi privi di spine.
Caratteristiche generali
Dimensione, tronco e corteccia
Dal portamento elegante ed imponente, può raggiungere i 30 metri di altezza; la chioma è espansa, globosa e maestosa nei vecchi esemplari. Il tronco, diritto e nodoso con l’età, è robusto e presenta una corteccia prima sottile, liscia, di colore grigio, poi grigio-brunastra, ispessita, solcata e desquamata in piccole placche quadrangolari. I rami, assurgenti a candelabro, sono lenticellati; presentano grandi gemme opposte, rossastre, ed una terminale di notevoli dimensioni, ricoperte da una sostanza vischiosa.
Foglie
Decidue, alterne, con lungo picciolo e lamina palmato-composta, a 5-7 segmenti oblanceolato-acuminati, con margine seghettato. Sono glabre, sopra più scure e sublucide, sotto opache e più chiare.
Strutture riproduttive
I fiori (circa 2 cm), bianchi con una sfumatura gialla alla base, sono riuniti in pannocchie lunghe fino a 30 cm, hanno calice a 5 lobi e corolla di 5 petali. Il frutto è una grossa capsula rotonda e verdastra, ricoperta di aculei poco pungenti, che si apre in tre valve e contiene un grosso seme bruno lucido (castagna matta).
Usi
L’ippocastano è un tipico albero da parco e viale alberato, sia per la bellezza della chioma che per la fioritura primaverile. Il nome deriva dal greco “ippos” (cavallo) e “castanon” (castagno), perchè i semi (ricchi di amido) possono essere impiegati, in quantità moderate, per l’alimentazione dei cavalli. Il legno di Ippocastano è di cattiva qualità; la corteccia veniva impiegata in passato come febbrifugo.
Proprietà ed utilizzi:
Erba amara, astringente, antipiretica, diuretica, antinfiammatoria; riduce la permeabilità capillare e l’edema locale.
Principio attivo principale è l’escina, una complessa mistura di saponine dal potente effetto anti infiammatorio.
Per uso interno nei disturbi del sistema venoso, l’indurimento delle arterie, l’insufficienza circolatoria, le vene varicose, le flebiti, i geloni, in caso di gonfiori delle articolazioni e fratture.
Nella medicina popolare la corteccia è utilizzata come bevanda tonica e febbrifuga. I decotti e le infusioni hanno azione astringente. Per uso esterno le foglie fresche in acqua bollente danno buoni risultati in caso di contusioni.
I decotti e le infusioni dei grani, solo per uso esterno, vengono impiegati per preparare compresse per l acura dei dolori di origine reumatica e come cosmetici per la pelle, le pomate sono indicate nella cura delle emorroidi.
I frutti macinati sono impiegati come sfarinati per mangimi ad uso zootecnico; consumati freschi sono invece velonosi per l’alto contenuto di saponine.
Il legno, poco elastico e non durevole, ha un uso limitato a piccoli lavori artigianali.
PERIODO BALSAMICO
Aprile-Settembre
DROGA UTILIZZATA
SEMI (IMPROPR. FRUTTI)
PRINCIPI ATTIVI
Saponine: argirescina, afrodescina, escina, criptoescina, ossicumarine, antocianine, purine, tannino, flavonoidi.
TOSSICITÁ
MEDIA
CONTROINDICAZIONI
PUR NON ESSENDO RARI, I CASI DI AVVELENAMENTO NON SONO MORTALI. L´USO È CONTROINDICATO IN CASO DI INSUFFICIENZA RENALE. COME GLI ALTRI ANTIEMORRAGICI USARE SOTTO IL CONTROLLO MEDICO.
 

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Salice bianco

Posted by on apr 6, 2011 in Erbe e piante | 0 comments

Salice bianco – Salix alba L.Classificazione, origine e diffusioneDivisione: SpermatophytaSottodivisione: AngiospermaeClasse: DicotyledonesOrdine: SalicalesFamiglia: SalicaceaeIl Salice bianco è una pianta diffusa in Europa, Asia occidentale e Nordafrica. Tipica dei suoli alluvionali, si trova facilmente nei boschi che bordano i grandi fiumi di pianura italiani.Caratteristiche generaliPortamento, tronco e cortecciaPuò raggiungere i 30 metri di altezza, con tronco diritto, spesso biforcato in basso, che presenta una scorza grigiastra, rugosa e solcata longitudinalmente; la chioma è slanciatata di un bel colore verde cenerino. FoglieLe foglie sono decidue, semplici, lanceolate, lunghe fino a 11 cm, con pagina inferiore bianca-grigiastra per la presenza di una fitta peluria.Strutture riproduttivePianta dioica, con spighe fiorifere lineari: i fiori maschili hanno due stami con antere gialle, quelli femminili sono verdi con ovario allungato. Il frutto è a capsula oblungo-piriforme, che si apre in due valve per liberare minuti semi a bastoncino provvisti di lunghi peli candidi.UsiApprezzata essenza ornamentale degli ambienti umidi, è da sempre largamente coltivata per la produzione dei vimini. Il legno ha impiego soprattutto per cassette e imballaggi e nell’industria cartaria.

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Ailanto

Posted by on apr 5, 2011 in Erbe e piante | 1 comment

Ailanto – Ailanthus altissima (Mill.) Swingle
Atlante degli alberi – Piante forestali
Classificazione, origine e diffusione
Divisione: Spermatophyta
Sottodivisione: Angiospermae
Classe: Dicotyledones
Famiglia: Simarubacee
Chiamato volgarmente albero del cielo, albero dei paradiso, albero del sole, ailanto della Cina, l’Ailanto è un albero originario delle zone temperate della Cina. Introdotto in Europa nel ‘700 come pianta da giardino, è sfuggito un po’ ovunque, dall’Inghilterra all’Europa mediterranea. Si inselvatichisce facilmente e forma popolamenti densi che soppiantano la vegetazione indigena. Cresce ovunque anche fra le macerie e sui muri abbandonati.

Caratteristiche generali
Dimensione, tronco e corteccia
Può raggiungere i 20 metri di altezza. Ha una chioma ampia e irregolare, rada, inizialmente poco ramificata.
La corteccia è quasi liscia grigiastra.
Foglie
Decidue, alterne, imparipennate, lunghe fino a 90 cm, con 6-15 paia di segmenti lanceolati acuminati con picciolo più un segmento terminale; presentano alla base glandole oleifere che emanano uno sgradevole odore.
Strutture riproduttive
I fiori sono pannocchie verdastre con fiori di colore bianco-giallo lunghi 5-7 mm, bisessuali e unisessuali, questi ultimi tendenti a ripartirsi su piante distinte (specie poligamo-dioica); hanno un gradevole profumo.
I frutti sono samare lanceolate, bruno rossastre, persistenti in inverno sulla pianta.
Usi
Nel XIX secolo, a seguito delle disastrose epidemie del baco da seta, venne diffuso nel tentativo di ricavare la seta da un altro baco (Philosamia cynthia) che si nutre delle sue foglie. I risultati furono purtroppo deludenti a causa della scarsa adattabilità dell’insetto all’ambiente europeo. Albero rustico di grande adattabilità a diversi tipi di terreno, ha un apparato radicale invadente che serve a fissare terreni corrosi dalle acque.
Il legno di Ailanto è tenero e viene usato nell’industria cartaria; mentre l’uso come pianta ornamentale è molto limitato per l’odore sgradevole delle foglie.


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