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Le basi per preparare il proprio kit dovrebbero seguire questo ordine, necessità, vantaggio, confort.
La conoscenza è la chiave per la sopravvivenza e la cosa migliore è che non pesa niente.
Più conosci e più il tuo zaino sarà leggero, ciò significa maggior scorta di energie.

Inizia preparando il tuo kit con molta cura. In una situazione di emergenza aumenta le probabilità di sopravvivere. Se stai per intraprendere un viaggio in natura selvaggia porta sempre con te il tuo kit che puoi benissimo costruirti da solo o comprarlo. Assicurati che soddisfi le tue esigenze e per l’ambiente in cui ti stai avventurando. Anche se non sei un avventuriero devi preoccuparti a come sopravvivere, particolarmente  se guidi in zone remote e soprattutto in condizioni climatiche avverse.

Tutti i veicoli devono trasportare un semplice kit. Perché chiunque guidi in luoghi sperduti, soprattutto durante i mesi invernali è a rischio di trovarsi in una situazione di emergenza. Selezione gli oggetti che puoi usare per più di uno scopo, se hai due oggetti che svolgono la stessa funzione scegli quello che ha più usi.

Non duplicare gli oggetti incrementando il volume ed il peso. Devi avere dimestichezza di ogni singolo attrezzo. Il tuo kit non sostituisce le tue conoscenze, ma può essere uno strumento importante in una situazione difficile.Separa il tuo kit in due parti ben distinte, una dovrebbe essere costituita da pochi oggetti che porti sempre con te nelle tue tasche. L’altra parte in uno zaino per gli oggetti più ingombranti.

 

Molte persone portano con sè una varietà di oggetti diversi nei loro zaini in base alla situazione, all’ambiente e alle attività programmate. Questo è chiamato adattamento alla situazione,  ciò che sono in realtà l’ autosufficienza e la sopravvivenza.

Ci sono alcuni oggetti che sono indispensabili per una situazione di sopravvivenza e questi oggetti dovrebbero essere considerati tra i più importanti in qualsiasi kit di emergenza.

Quali sono le cose che devi assolutamente portare con tè superare le difficoltà? Il coltello da sopravvivenza è l’oggetto principale. Con il giusto  coltello  e un po ‘di abilità, puoi creare qualsiasi altra cosa di cui hai assolutamente bisogno, come un kit per accendere il fuoco, un rifugio, del cordame, un contenitore . Questi sono elementi fondamentali e necessari per il controllo della termoregolazione, la principale necessità in una situazione di sopravvivenza in quanto l’ipertermia o l’ipotermia sono una delle principali cause di morte di coloro che sono stati persi o bloccati in zone remote.

La termoregolazione in una situazione di sopravvivenza è la principale necessita da soddisfare, in quanto l’ipertermia o l’ipotermia sono una delle principali cause di morte delle persone disperse o bloccate.

Valutazione delle priorità

Come procedere per preparare la nostra lista della spesa? A mio avviso si deve partire dalle priorità, la famosa regola dei 3

Questa regola dice che si può stare 3 minuti senza aria, 3 ore senza riparo, 3 giorni senza acqua e 3 settimane senza cibo. Anteporre il riparo all’acqua può sembrare stupido, ma in realtà avere un tetto che ci difenda dalla pioggia, dal vento, dal freddo, dagli animali e gli insetti è importantissimo, nella stragrande maggioranza dei  casi  più  dell’acqua  da  bere.  Per  procurarci  l’acqua  possiamo  aspettare  il  giorno successivo, ma la notte incipiente richiede estrema attenzione, senza perdere tempo in altro.

Oltre a queste priorità, riparo, acqua e cibo, vanno aggiunte la salute, l’orientamento e la segnalazione. Salute comprende sia quella fisica (cerotti, disinfettante…) che quella psicologica.

Orientamento per sapere dove mi trovo, e soprattutto dove si trova una via di fuga. 

Segnalazione per dar modo a chi mi sta cercando di individuarmi anche di notte, o in un fitto bosco, o in fondo a un canalone.

Dimensioni e peso

Ci sono kit che occupano lo spazio di una scatola di caramelle e altri che occupano il cassone di un fuori strada. Prima di pensare al contenitore, bisogna predisporre tutto il contenuto. Quindi non mettiamoci a in cerca di scatole, marsupi, tracolle, sacche… Questo si farà dopo, alla fine.

Il contenuto deve prescindere dal contenitore, non prendiamo scatole troppo  piccole  lasciando  fuori  qualcosa,  o  troppo  grandi  mettendo  dentro  un  sacco  di cose inutili. Dimensioni e peso verranno da soli, e li aggiusteremo alla fine.

La linea guida da tenere assolutamente in considerazione è,  quella delle priorità

Vengono indicati strumenti che richiedono una certa confidenza. Un conto è avere un telo, un altro è saper costruire un riparo di fortuna, e soprattutto saper individuale il posto corretto in cui costruirlo, in base ai venti, al calore, alla protezione, alla presenza di pericoli come rocce che possono cadere o acqua che può arrivare improvvisamente… Questi sono strumenti, ma le tecniche per utilizzarli correttamente non sono descritte qui. Andranno imparate prima con una base teorica, e poi naturalmente provando. Non occorre essere dispersi per dormire una notte in un riparo di fortuna. Si può fare anche a fini didattici, ed è inoltre divertente.

Quanto riportato in questo blog  è frutto di riflessioni ed esperienze personali. Questo kit si è sviluppato nel tempo, valutando di volta in volta quanto di utile e quanto di superfluo avevo precedentemente. E’ un’evoluzione di un kit iniziale, costruito in base alle indicazioni di alcuni manuali, e affinato negli anni. Prendete queste indicazioni come un’idea di massima, e in base alle vostre specifiche esigenze e procedete a personalizzarlo.

Ecco gli strumenti principali 

Strumenti da taglio:

Coltello (meglio se full tang)
 Coltellino di backup
 Segaccio

Kit per il fuoco:

 Acciarino
 Accendino
 Scorta di esche

Riparo:

Telo tenda (Tarp)

Sacco da sopravvivenza o sacco dei rifiuti xxl

Coperta isotermica

Idratazione:

 Gavetta

 Borraccia

Cordame:

 Paracord 550 30 metri

 Kefia o shemag

Segnalazione 

Bussola (meglio se dotata di lente e specchio)

Torcia frontale e batterie di riserva

Fischietto

Riparazioni

16 Kit da cucito

18 Nastro Americano

19 Guanti da lavoro in pelle 

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Un buon coltello a lama fissa è indispensabile. Per tagliare la legna per il riparo, per il fuoco,costruire trappole… Qui ci sono troppi pareri diversi, quindi preferisco non dare indicazioni. Io uso un fallkniven affidabile e robusto, come coltello principale, e un victorinox come coltello di backup:
Il coltello va tenuto affilato e oliato, naturalmente. Il fodero deve essere sicuro e robusto, per impedirne la perdita o il ferimento accidentale.

Un  multitool ha mille usi: pinza, sega, coltello, cacciavite, forbice, taglia reticolati… Non è sicuramente indispensabile, ma per la versatilità enorme e l’ingombro limitato lo porto sempre con me. La qualità, al solito, deve essere buona. Quelli che si acquistano dai cinesi a 5 euro non sono affidabili.

Un  segaccio a serramanico mi permette di tagliare legni abbastanza grossi per costruire un riparo robusto, e naturalmente per fare il fuoco. Può essere sostituito da un buon coltello, e non va bene per spezzare i ciocchi di legno per ridurli in listelli sottili. Valutate in base allo spazio, al peso e alla vostra esperienza. Io lo porto con me, ma non lo ritengo essenziale. Sono preferibili i modelli più semplici, senza parti delicate in movimento o molle che si possono rompere, e possibilmente con la lama che si può utilizzare anche in caso si rompa il manico. La lunghezza secondo me è almeno 15 cm di lama, possibilmente lame che tagliano in entrambe le direzioni. Si possono fissare a un legno, e usare per tagliare rami alti, fuori dalla nostra portata.

Il ferocerio  acciarino, che sfregandolo  offre migliaia di scintille, e non si rompe mai. Funziona sempre, anche se bagnato. l ferrocerio è una lega metallica composta da ferro e cerio, in percentuali rispettivamente del 20 e 40% circa, con anche lantanio (circa il 20%), magnesio, neodimio ed altro. lo spazio che occupa è ridicolo, quindi è bene portarne uno.

Delle esche per il fuoco possono sembrare inutili. Figurarsi se nel bosco non trovo dell’erba secca. Ma se piove da una settimana, o se è notte, se c’è neve, se ho poco tempo trovare esca secca e adatta non è semplice. E’ vero che le esche si possono fare anche tagliando a listarelle sottili un legno, si può usare la resina Ma valutiamo sempre che siamo in una situazione di emergenza, e il fuoco ci serve subito. Un’esca non deve essere solo un batuffolo di cotone. Il batuffolo si innesca con una leggera scintilla, ma brucia per pochi istanti. E’ utile per accendere le scintille dell’acciarino, ma non sufficiente per fare un fuoco in situazioni limite. Serve qualcosa che ci garantisca qualche minuto di fiamma, per permetterci di accendere almeno dei legnetti sottili, magari umidi o bagnati, che poi faranno bruciare quelli più grandi.
Basta sbizzarrirsi con la fantasia, tenendo presenti sempre il peso e l’ingombro.

Riparo, la prima priorità.

Riparo vuol dire qualcosa che ci difenda dagli elementi e dagli animali. Riparo adeguato vuol dire anche riposo adeguato. L’importanza del riposo, in situazioni di grande stress, non deve essere sottovalutata. Passare una notte relativamente confortevole, a temperature accettabili, riuscire a dormire (anche se in maniera non continuativa) almeno 5 ore ci daranno una carica per il giorno successivo, sia a livello fisico che psicologico. In tutti i manuali di sopravvivenza si mostra come costruire un riparo di fortuna semplice ma efficace,che non richiede, in linea teorica, nessun attrezzo. Nessuno però dice quanto sia faticoso e impegnativo.

Il tuo riparo principale è l’abbigliamento che indossi. Oltre al tarp, perfetto allo scopo, veloce da predisporre ed efficace. Il  telo deve essere grande abbastanza da coprirmi anche se sdraiato. Dovresti avere una coperta isotermica di emergenza e un sacco dei rifiuti xxl o sacco da sopravvivenza.

Riparo è anche calore. E’ necessario poter accendere un fuoco, che scalda, asciuga i vestiti, fa compagnia, allontana gli animali, permette di potabilizzare l’acqua e di cuocere e rendere commestibile il cibo, fa luce, serve per segnalare la nostra posizione, ci aiuta psicologicamente… Mille cose, che fanno capire quanto importante sia il fuoco per la nostra sopravvivenza.

Una coperta isotermica offre protezione dal vento, dall’acqua e, relativamente, dal freddo. Non occupa molto spazio ed è leggera. Il sacco dei rifiuti è uno elemento versatile.

Contenitore metallico dentro cui bollire l’acqua. Serve anche per scavare, per cuocere, per fare rumore. Io ho trovato i gavettini Crusader, che si adattano alla borraccia e quindi non occupano assolutamente spazio ma anche il contenitore del kit, se metallico, può andare bene.

Una  borraccia ci garantisce un litro di autonomia, e serve per riporre l’acqua potabilizzata trovata in zona. Non fa necessariamente parte del kit di sopravivenza, ma dovendoci accompagnare sempre e comunque io la considero parte di esso. 

Indispensabili dei cordini sottili ma robusti.
L’ideale è il Paracord 550. Trenta metri offrono sia trenta metri di corda resistente, che regge 300 chili, sia 7 cordini per 210 metri totali.
Trova moltissimi usi ed è molto resistente.

La bussola deve essere in grado di svolgere più funzioni. In molte occasioni può succedere di dover seguire una qualsiasi direzione sul terreno con l’aiuto della bussola. L’arrivo della nebbia o più semplicemente della notte in una zona con pochi riferimenti, può obbligare l’uso della bussola.Questo sistema di mantenimento della direzione prende il nome di Marcia all’azimut.. La tua bussola dovrebbe avere uno specchio in modo da poterlo usare per segnalare, cercare eventuali parassiti e tagli sulla pelle in aree che normalmente non possono essere viste senza l’aiuto di uno specchio. Ciò la rende funzionale non solo al bus di segnalazione, ma anche al primo soccorso. Una bussola con una lente di ingrandimento, sarà utile anche come dispositivo per accendere il fuoco utilizzando l’esca creata con lo shemag

Lo shemag deve esserein cotone al 100%, in modo da poterlo carbonizzare con il metodo della piroscissione per creare un esca per il fuoco. Uno shemag tagliato a strisce può essere usato per fasciare una ferita, può anche diventare un dispositivo igienico per lavare, trasportare e legare cose come la legna da ardere. E’ un ottimo copricapo per proteggersi dal sole caldo.Trova moltissimi usi basta sbizzarrirsi con la fantasia

Una  torcia elettrica che possa lasciare libere entrambe le mani permette di costruire il nostro riparo anche se la notte è già arrivata. Valutiamo l’autonomia,   maggiore è meglio è, verifichiamo regolarmente che le batterie siano cariche (e sostituiamole comunque ogni anno, anche se non l’abbiamo mai usata) e teniamo sempre delle batterie di ricambio nel kit.

Un ago abbastanza grande può essere utilizzato per riparare qualsiasi cosa, dallo zaino alle scarpe,  usando i fili interni del paracord come filo da cucito.Ottimo per togliere dalla pelle spine e schegge, In un caso estremo potrebbe essere usato anche per la sutura.

Dutch tape, o nastro americano, è indispensabile per riparare in maniera veloce ed efficace l’attrezzatura ed è un ottimo combustibile. Serve inoltre come bendaggio per tagli, protezione contro le vesciche, e sicuramente si possono trovare altri usi ed è molto resistente.

Nei boschi è anche comodo fare rumore, per farsi sentire. Si può battere con un legno, per esempio sul gavettino, ma il rumore non è così forte. Si può anche urlare, ma a lungo andare si perde la voce. Un fischietto di segnalazione è ideale. In commercio ce ne sono di molto potenti, piatti in modo da non occupare spazio, e un fischietto funziona anche se abbiamo perso la voce urlando.

Ci sono altri sistemi per segnalare, come un telo sgargiante, fumogeni, la coperta isotermica, lo specchio della bussola lo considero comunque indispensabile.

Può succedere di dover costruire qualcosa con il legno, di spostare rocce, di scavare, di togliere rovi… Sono tutti lavori che mettono a rischio uno degli strumenti più importanti ma anche più delicati che abbiamo: le mani. Un paio di guanti da lavoro in pelle,  ci proteggono da abrasioni, tagli e vesciche, punture di insetti e, anche se in maniera abbastanza limitata, ci proteggono dal freddo.

Attenzione:

•     Nei boschi vanno rispettate alcune regole. Non sempre è permesso accendere fuochi, o tagliare alberi verdi. Verifichiamo prima le regole stabilite dagli Enti competenti.

•     La caccia è regolamentata. Uccidere animali a scopo didattico è un reato, oltre che inutile.

•     Pensiamo sempre alla  nostra sicurezza, ma  anche e  soprattutto a quella degli altri.

•     La  proprietà  privata  va  rispettata.  Se  andiamo  in  boschi  privati chiediamo al proprietario, prima, spiegando cosa vogliamo fare.

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Referenze e fonti:
https://trekking.it/abbigliamento-e-attrezzature/kit-primo-soccorso-escursionista.html
http://www.webcamappennino.it
D'agostino Francesco

D'agostino Francesco

ISTRUTTORE DI SOPRAVVIVENZA, GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA ED EDUCATORE Pioniere del bushcraft e dell’outdoor adventure in Italia

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