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Definito così per la prima volta da Richard Louv, nel 2005, nel suo libro “L’ultimo bambino dei boschi”, questo disturbo rappresenta quello che in questi ultimi anni si è rivelato un vero e proprio problema sociale che impatta negativamente e irrimediabilmente nella crescita dei nostri bambini.

CHE COS'È IL DEFICIT DI NATURA?

Più che una VERA E PROPRIA MALATTIA possiamo definirla come una condizione di vita, un modo di essere, che però ha enormi conseguenze sullo sviluppo psicognitivo di chi la vive, soprattutto se in fase di crescita.

Sono sempre di più, infatti, i ragazzi che conducono un’esistenza chiusa in interni soffocanti dove regnano videogiochi, computer, televisori, imprigionati in città spesso carenti di aree verdi e dominate da traffico e smog.

Alcune recenti ricerche hanno dimostrato che i bambini delle grandi città hanno addirittura “POLMONI DA VECCHI FUMATORI”, conseguenza, di stili di vita frenetici che ci costringono in vortici consumistici, perdendo di vista l’autenticità di ciò che davvero conta.

Tuo figlio per Natale ti chiede un videogioco e non di essere portato a passeggiare in montagna? Ti sei mai chiesto perché? Qual è il mondo che conosce e le esperienze che ha provato? Può un bambino o un ragazzino che si sta affacciando al mondo CHIEDERE QUALCOSA CHE NON CONOSCE O CHE NON HA MAI FATTO? Se passa le giornate a giocare alla palystation ti chiederà un videogioco, se passa le giornate a passeggiare tra i boschi ti chiederà un paio di scarponi nuovi o un coltellino di ultima generazione!

COME SI CURA

In quanto genitori ed educatori non siamo noi che abbiamo il compito di guidare i nostri figli nella direzione giusta?

Allora ti chiedo, tu, genitore o educatore, A CAMMINARE IN MONTAGNA CI VAI?

La società esterna galoppa ad una velocità inarrestabile, i negozi sono pieni di giocattoli luccicanti, le televisioni di pubblicità accattivanti, è vero. Ma è davvero solo colpa della società?

Vogliamo che i nostri figli imparino il valore delle cose, che imparino a relazionarsi con il mondo, ad accettare le sfide, a mettersi alla prova, ad aiutare i compagni, a non avere paura degli ostacoli e degli imprevisti, a credere in se stessi. Ma noi come lo abbiamo imparato? Io personalmente sporcandomi le mani, sbucciandomi le ginocchia, giocando con niente, non guardando la tv, annoiandomi, cadendo in bicicletta. E come pensiamo di insegnarlo ai nostri figli? Sgridandoli perché non sanno fare altro che stare davanti alla tv?

Il deficit di Natura non è una malattia vera e propria, è vero, ma purtroppo sarà la causa dell’infelicità dei nostri ragazzi.

Questo week end metti la sveglia presto, riempi lo zaino e prendi per mano tuo figlio. NOI TI ASPETTIAMO NEL BOSCO!

D'agostino Francesco

D'agostino Francesco

ISTRUTTORE DI SOPRAVVIVENZA, GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA ED EDUCATORE Pioniere del bushcraft e dell’outdoor adventure in Italia

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